Mia suocera ogni anno, di nascosto da mio marito, mi regalava una bambola di porcellana.
All’inizio pensavo fossero regali innocui. Erano come quelli che mia madre mi aveva regalato da bambina, e in un certo senso ne ero persino lieta.

Non capivo perché una donna adulta volesse bambole, ma le accettavo per non offendere mia suocera e le nascondevo in una scatola in soffitta.
La seconda volta la scena si ripeté: la stessa bambola di porcellana, un viso simile, e di nuovo la richiesta di non dirlo al marito.
— Ti ricordi, — disse mia suocera con tono severo, — mio figlio non deve sapere di queste bambole.
— Sì, certo, risposi io. — Le tengo tutte nella scatola, non lo sa nessuno.
Non ci diedi peso. Pensavo che forse temesse le prese in giro del figlio — che le avrebbe chiamate sciocche o inutili. Passarono così dieci anni. Dieci anniversari uguali, dieci bambole uguali.
Ma un giorno mio marito trovò per caso la scatola con le bambole. La sua espressione cambiò. Impallidì, come se non vedesse bambole ma qualcosa di orribile.
— Che cos’è? — chiese bruscamente.

— I regali di tua madre… per i nostri anniversari, risposi imbarazzata. — E allora?
— Bruciale subito! — gridò lui, allontanandosi con terrore.
Non capivo perché. Ma quando mi raccontò la verità, un gelo mi attraversò.
Scoprii che, molti anni prima, sua madre aveva perso un bambino — un fatto che nessuno sapeva.
Nella loro famiglia circolava una credenza: ogni bambola donata sostituiva il bambino mai nato. La donna che accettava quelle bambole rischiava di perdere la possibilità di avere figli.

— Ora capisci? — mi guardò mio marito con dolore. — Trasferiva il suo destino su di te.
All’inizio non ci credevo. Credevo fosse solo una stupida superstizione. Eppure in dieci anni di matrimonio non eravamo riusciti ad avere un bambino…
Bruciammo le bambole. Tutte e dieci. I loro volti di porcellana crepavano e si scioglievano nel fuoco, e nel mio petto si contendevano paura e sollievo.
E la cosa più incredibile accadde alcuni mesi dopo: rimasi incinta.
Non racconterò mai questo alla suocera. Ma ancora adesso, a notte fonda, mi pare di sentire il leggero crepitio della porcellana…







