Alle tre del mattino, la polizia ricevette una strana chiamata: un uomo segnalava che la sua vicina era seduta sul marciapiede. Ciò che gli agenti trovarono all’arrivo li lasciò leggermente scioccati — e allo stesso tempo perplessi.
Pochi minuti dopo, arrivarono due agenti. Notarono una donna anziana, immobile, con una calma ansiosa, come se il tempo si fosse fermato per lei.
Uno degli agenti si avvicinò con cautela e si inginocchiò, cercando di parlarle. La donna porse la mano e si sedette accanto a lui, come se li aspettasse da ore. Sussurrò:
— «Finalmente siete arrivati.»

Gli agenti si scambiarono uno sguardo confuso, senza capire di cosa stesse parlando.
Allora lei continuò:
— «Rifiuto di vivere sotto lo stesso tetto con lui. Per favore, portatelo via.»
I poliziotti si diressero verso la casa, tesi, aspettandosi di vedere il marito o qualcun altro. Ma quando la porta si aprì, rimasero completamente sorpresi.
All’interno regnava un silenzio straordinario. Tutto era al suo posto, non un rumore… finché uno degli agenti non notò un leggero movimento in un angolo.
Si avvicinò con cautela e vide un minuscolo topo scivolare sul pavimento nell’ombra.

L’agente scoppiò a ridere, finalmente comprendendo la situazione:
— «Ecco il problema!» disse scuotendo la testa.
— «È scappata di casa… per colpa di un topo!»
I due poliziotti si scambiarono uno sguardo, risero di cuore e, sollevati e soddisfatti, se ne andarono tranquillamente.







