Erika ed Eva Sandoval sono nate nell’agosto 2014 in California. Erano gemelle siamesi, unite dal petto al bacino. Le bambine avevano un corpo comune sotto il petto: un solo fegato, un unico apparato digerente, una vescica in comune e persino un solo utero.

Condividevano tre gambe — due loro e una terza comune al centro. Pur avendo ognuna la propria colonna vertebrale, il proprio cuore e i propri polmoni, potevano muoversi e vivere solo insieme.
I medici capirono subito che senza un’operazione non avrebbero avuto possibilità di una vita normale. Ma separarle era estremamente complicato: il minimo errore avrebbe potuto costare la vita a entrambe.

Per alcuni anni i medici osservarono le sorelle finché i loro corpi non furono abbastanza forti. Solo nel dicembre 2016, quando Erika ed Eva compirono due anni, i medici decisero di intervenire.
I chirurghi del reparto pediatrico di Stanford eseguirono un intervento unico durato circa diciotto ore. Una squadra di oltre cinquanta specialisti separò passo dopo passo gli organi interni, i vasi e i tessuti, ricostruendo per ciascuna un corpo completo. Dopo l’operazione le bambine si ripresero a lungo e dovettero riimparare a sedersi, muoversi e giocare.

Oggi Erika ed Eva conducono una vita piena. Frequentano la scuola, amano disegnare e stare con gli altri bambini. Ognuna si muove con una protesi e una sedia a rotelle, ma entrambe restano incredibilmente piene di vita e attive.
I genitori dicono che, nonostante tutto, le bambine hanno conservato un legame straordinario — si sentono l’una con l’altra anche a distanza e stanno sempre unite: fin dalla nascita le lega non solo il sangue, ma la forza dell’amore e della volontà di vivere.







