Una passeggera ha chiamato l’assistente di volo e si è lamentata di me, ma dopo pochi minuti ha amaramente rimpianto la sua decisione.
Sapevo di non apparire al meglio: febbre, brividi, tosse secca — tutto mi era piombato addosso poco prima dell’imbarco. Ma non potevo cancellare il viaggio: biglietti comprati, hotel pagato, appuntamenti fissati. Ho quindi fatto un respiro e sono salito sull’aereo.
Mi sono seduto silenziosamente al finestrino, cercando di non disturbare i vicini. Ho preso dell’acqua, ho posato i fazzoletti e mi sono preparato a trascorrere quelle ore nel modo più tranquillo possibile.

Dieci minuti dopo il decollo si levò una voce indignata in cabina:
— «È impossibile! Tosse continuamente! Non sono obbligata a sopportarlo!»
Una donna intorno ai cinquant’anni, seduta dall’altra parte del corridoio, si girò completamente verso di me e cominciò a urlare:
— «Sei contagioso? Perché sei salito su questo aereo?!»
Cercai di rispondere con calma:
— «Mi dispiace, cercherò di fare meno rumore. Prenderò una compressa. Puoi indossare le cuffie se il suono ti infastidisce…»
— «Non metterò niente! Questo è il MIO viaggio e tu lo stai rovinando!» strillò, attirando l’attenzione di tutti i passeggeri.
Un minuto dopo premette il pulsante di chiamata.
Una giovane assistente di volo si avvicinò con un sorriso forzato:

— «Buongiorno, cosa succede?»
La donna quasi balzò in piedi:
— «Tosse, è malato! Dovete fare qualcosa! Ho pagato il mio biglietto, sa!»
L’assistente annuì cortesemente e si allontanò. Dopo pochi minuti tornò, ma stavolta col volto serio, evidentemente dopo aver parlato con il comandante.
— «Poiché non possiamo compromettere la sicurezza del volo e il passeggero si sente male, proponiamo di risolvere la cosa nel modo più confortevole per tutti… Può semplicemente cambiare posto. »
La donna sbiancò e poi esplose:
— «Non mi sposto per colpa sua, ho pagato questo posto!»
L’assistente mi guardò e disse con calma:
— «Possiamo farla spostare se non ha obiezioni. C’è un posto libero…»
— «Certo, spostatelo! Non voglio sentirlo per tutto il volo!» disse la passeggera soddisfatta.
Annuii:
— «Va bene. Se questo aiuta, non ho obiezioni.»

— «Perfetto,» disse l’assistente, «l’unico posto libero è in business class. Lì potrà riposare. Le verrà offerta una coperta, un tè caldo con miele e, più tardi, una cena. Mi segua, per favore. »
Mi alzai. Un silenzio calò per un paio di secondi in cabina.
Mentre passavo davanti alla donna, la vidi di sfuggita irrigidirsi, poi il suo volto si deformò per la rabbia e l’invidia. Borbottò qualcosa, ma ormai nessuno la ascoltava.
Mi sistemai nel comodo sedile ; mi portarono una coperta, del tè caldo con miele e, poco dopo, una cena profumata. Mi aspettavano ore di silenzio e comfort.







